• In questo momento ci sono: 16 persone che stanno guardando il nostro sito web!

Mantra: Cos’è, come si usa, perché è importante

Mantra: Cos’è, come si usa, perché è importante

Il mantra(मन्त्र) è uno strumento del pensiero derivato dal man (pensiero) con il suffisso (tra) che ha valore strumentale, formale nella lingua vedica (formula magica e preghiera) la cui efficacia non dipende solo dal soggetto che la formula. Nell’Induismo ogni rito impone la partecipazione di almeno due persone che recitano il Rigveda. Pertanto il mantra è uno strumento che serve a liberare la mente e spesso viene recitato insieme ad altre persone. I pensieri dell’uomo hanno un proprio ritmo, con il suono, il ritmo e la vibrazione si possono influenzare l’acqua presente nel corpo, la secrezione degli ormoni, la cognizione e il benessere psicologico. La potenza di programmare un suono nella propria mente aiuta a guarire e così il mantra, essendo uno strumento della mente aiuta a sanarne gli stati alterati. Quindi la meditazione mantra è un metodo per far concentrare la coscienza intorno ad un suono per ottenere benefici. Possiamo dire che il mantra sostituisce il pensiero perché quando si è concentrati su di esso e non è disturbato da altri pensieri, ricordi o sensazioni, il risultato che si può ottenere è quello che si può raggiungere anche con altri mezzi come la visualizzazione o la respirazione. La scelta del mantra da usare dipende dalla propria disposizione alla meditazione. Ci sono alcuni mantra ritenuti universali come quelli sanscriti impiegati nella meditazione trascendentale.

Approccio laico e spirituale

L’approccio laico serve ad ottenere una migliore salute, prestazione mentale anche perché si vuole mantenere la meditazione separata dalla sfera spirituale. Si consiglia pertanto in questo caso di adoperare la lingua madre e per scegliere la parola adatta è importante il significato ed il suono. Invece se si medita con uno scopo spirituale bisogna considerare ed adottare un mantra tradizionale e quindi una parola o un suono usato dai ricercatori spirituali. In questi casi è meglio utilizzare il mantra tradizionale perché per secoli ha dato ottimi risultati ed inoltre non deve essere tradotto ma lasciato nella lingua originale perché per il mantra è importante il suono e la pronuncia. Quindi trovata la tradizione bisogna trovare quella più affine al proprio essere e pertanto bisogna cercare un insegnante esperto nelle vibrazioni e i maestri migliori utilizzati nel particolare percorso ed infine mantenere segreto il proprio mantra anche se comune, perché il mantra è sacro e deve essere tenuto segreto. Le tecniche per meditare con un mantra sono: la posizione e la velocità che deve essere mantenuta uniforme. Se poi la mente dovesse essere agitata bisogna aumentare il volume rendendolo più incisivo. È utile anche mentre si pronuncia il mantra inspirare ed espirare; bisogna anche unire la mente con il mantra e lasciare fluire le emozioni. È anche utile usare mentre si recita il mantra il Mala o Japamala che è un rosario composto da 108 grani e continuare a contare i grani. Più il mantra è ripetuto più si infonde energia. Ricapitolando è importante la recitazione verbale e il sussurro: alla fine tutto avviene velocemente e sarà ripetuto come deve esserlo perché così si raggiunge il livello Ajapa-japa.

I tarocchi: il metodo del sì e del no

I tarocchi: il metodo del sì e del no

Ovviamente per leggere i Tarocchi serve una persona qualificata che abbia competenza e conoscenza, quindi esperta e che abbia in sé anche una certa empatia e sensitività; ancora di più se parliamo della lettura dei Tarocchi del sì e del no. In genere i Tarocchi sono un mezzo molto potente per riuscire a capire tutte le varie sfaccettature che ci presenta la vita, oppure riescono a farci comprendere attraverso il nostro passato appunto cosa ci riserverà il nostro futuro. Anche perché per fare una lettura completa dei Tarocchi serve oltre alle capacità sopra elencate, quel tempo necessario per una interpretazione chiara e sicuramente e veritiera, ma se la cartomante a cui ci rivolgiamo è molto esperta riuscirà sicuramente a fare anche una lettura dei Tarocchi con il metodo di un sì o un no. La cartomante esperta riuscirà in una sola risposta secca a capire o comunque a vedere cosa ci riserva il futuro, allungando comunque un occhio ad una lettura volendo anche più precisa. Come già detto la lettura dei Tarocchi riesce a chiarire qualsiasi dubbio che possiamo avere nel corso della nostra vita, quindi in qualsiasi campo come ad esempio nella vita lavorativa, in amore, nelle amicizie……

Un metodo senza equivoci

Questo metodo del sì e del no riesce ad avere una visione molto precisa avendo un campo ristretto nel senso che non ci possono essere equivoci visto che la domanda fatta dal richiedente sarà diretta ed altrettanto sarà la risposta esercitata dal cartomante. Ovviamente la domanda che sarà posta al cartomante dovrà essere molto precisa e diretta proprio per non intercorrere in situazioni ambigue, metto qui di seguito degli esempi come “mi tradirà?” oppure “è l’amore della mia vita?” o ancora “avrò una promozione lavorativa?”, le domande dovranno essere specifiche senza dubbi di risposte multiple, la risposta dei Tarocchi dovrà essere chiara ed inequivocabile.

Carte utilizzate durante la lettura

Per questo metodo di lettura vengono usate o le  carte napoletane o le Sibille di Mademoiselle Lenormand le quali rispetto ai Tarocchi sono composte da 22 Arcani Maggiori e 56 minori e proprio per questo hanno molta più sintesi di risposta. Le prime carte presero appunto questo nome da Marie Anne Adelaide Lenormand che fu una famosa scrittrice, esoterista e soprattutto cartomante francese vissuta nel 1800, fu lei che predisse il futuro di Napoleone. Il metodo di lettura di queste carte era attraverso il gran tableau, si fa una domanda e poi si scopre l’intero mazzo sul tavolo e si leggono tutte le carte insieme. Le carte napoletane sono quelle con cui giochiamo comunemente a carte come ad esempio a briscola, ma anche loro se usate da mani esperte riusciranno a rivelarci le risposte alle nostre richieste precise. La numerazione esatta delle carte scelte dalla cartomante per dare la risposta alla nostra richiesta diretta non ha importanza, si può usare come suddetto tutto il mazzo ma anche quattro, tre o addirittura una sola carta.

Come ottenere le risposte con il metodo del si e del no

Il metodo del sì o del no della lettura delle carte può essere risolto appunto sia con tante carte che con una sola, sta solamente al cartomante decidere il da farsi e soprattutto la nostra richiesta dovrà essere chiara diretta ed esplicita senza dubbi di sorta, altrimenti si farà solo confusione. Ovviamente se si dovesse usare una sola carta la risposta sarà negativa se la carta sarà rovesciata o viceversa positiva, scegliendo invece 4 carte verranno disposte due sopra e due sotto, quelle superiori rappresentano la risposta e le inferiori le motivazioni. Oppure come già detto potranno essere usate tutte le carte dove il cartomante chiederà un numero al richiedente compreso nella numerazione di tutto il mazzo e una volta contate le carte disposte coperte il cartomante conterà fino a fermarsi al numero corrispondente, lì troverà la risposta per il richiedente, che ovviamente avrà un suo significato. Ricordo che bisogna sempre rivolgerci a cartomanti esperti per non avere brutte soprese.

Cartomanzia e fede si possono conciliare?

Cartomanzia e fede si possono conciliare?

Parlare di conciliazione tra la cartomanzia e la fede religiosa credo sia molto difficile, la prima è una credenza verso le arti divinatorie ed esoteriche, mentre l’altra è rappresentata dalla fede indiscussa verso il proprio credo religioso. Nella comunità cristiana, ad esempio, esiste il concetto che una persona possa essere dotata di doni che ha ricevuto fin dalla nascita e che mette a disposizione del prossimo senza alcun ricavo economico, ma ovviamente non si parla in questo caso di cartomanti. Solo Dio è in grado si conoscere l’esito finale della nostra vita o comunque del nostro futuro, solo Lui ci conosce nel profondo e solo Lui a volte consegna a chi pratica arti divinatorie di sapere in anticipo l’esito di qualche evento futuro, per motivi che spesso a noi sfuggono ma ovviamente pur sempre utili all’ottica divina. Ultimamente anche Papa Francesco si è espresso sui cartomanti ma in modo negativo, dove queste pratiche potrebbero allontanare dalla vera fede spirituale e religiosa, anche se poi andiamo a vedere la cartomanzia che è una credenza verso le arti divinatorie è vicina a parecchi cattolici. Anche lei viene da lontano ma come già detto lei risolve i nostri dubbi materiali, le domande che ci poniamo in brevi spazi temporali, la fede religiosa invece ci guida durante la vita, ci aiuta a migliorare nello spirito e al fine di affrontare meglio la vita stessa; si può dire che viaggiano parallelamente ma non sono in alcun modo compatibili e quindi conciliabili.

Punti di congiunzione tra Cartomanzia e Fede

Entrambe vivono di riti, ad esempio, per quanto riguarda la cartomanzia le carte vanno purificate prima di essere consultate invece ad esempio per la religione Cattolica la domenica presenziamo al rito della Messa. I riti esoterici risalgono antecedentemente al Cristianesimo, l’uomo ha sempre cercato un punto di riferimento, un qual cosa a cui rivolgersi che lo guidasse nel mondo spirituale. Forse è questo il punto di congiunzione tra i due, la parte spirituale spinto dalla fede, la fede religiosa è quello di credere a Dio, ai suoi insegnamenti per avere una vita retta e con la conseguenza di presentarsi a Lui alla fine con un’anima pulita, nella cartomanzia invece esiste l’esigenza creata dalla nostra mente che esige risolvere in breve tempo tutto ciò che ci angustia, nell’amore o nella vita lavorativa, che placa la nostra anima anche se si tratta dell’illusione di un momento. Se ascoltiamo un cartomante non dobbiamo avere la pretesa che quello che dirà si realizzerà al cento per cento, anche perché le carte daranno solo un’indicazione che potrà essere positiva come negativa, ma starà sempre a noi alla fine modificare gli eventi (libero arbitrio). Le carte rappresentano il presente e il futuro che potrebbe avverarsi sempre in base alle nostre decisioni, bisognerebbe avere la fede di seguirle nelle loro indicazioni ma non sempre è così, ecco perché cartomanzia e fede potrebbero conciliare, ma questo dipende solo da noi, dalla nostra predisposizione verso l’arte divinatoria ed il rapporto con il lato religioso.

 

I Tarocchi Marsigliesi

I Tarocchi Marsigliesi 

La prima carta degli arcani maggiori è rappresentata dal Bagatto una carta dalla simbologia veloce, per poi passare al secondo arcano che raffigura la Papessa che rappresenta la forza e via così con altre diciannove carte ognuna con un significato per poi arrivare a l’ultima la ventunesima carta che viene chiamata o il mondo, o l’universo, o il trionfo. Rappresenta il traguardo finale di un percorso di vita il compimento di un qualcosa o comunque di un progetto. Con questa carta che è la ventunesima del mazzo troviamo solitamente raffigurata una donna nuda avvolta da una striscia di tessuto che tiene in mano due bacchette bianche, circondata da una corona di forma ovale, ai quattro angoli della carta sono raffigurati un Angelo o un uomo , un’aquila, un toro ed un leone che nella tradizione esoterica rappresentano il tetramorfo, che simboleggia i quattro evangelisti (Matteo, Giovanni, Luca e Marco), sono i quattro esseri viventi che vengono citati anche nell’Apocalisse.

Il significato del ventunesimo Arcano

Vediamo qui di seguito il significato di questo ventunesimo arcano: si tratta di una raffigurazione particolare una donna nuda al centro che rappresenta l’anima che danza, come la verità non si nasconde agli uomini e simboleggia una danza cosmica che non è mai statica, come tutto è cambiamento nel cosmo. Ai quattro angoli della carta vengono rappresentate quattro figure che nell’immaginario che ha dato vita ai Tarocchi come già detto simboleggiano i quattro Evangelisti: Marco, Giovanni, Luca e Matteo.

Marco – il Leone rappresenta il fuoco come nello zodiaco, il solstizio d’estate, la sensualità, il modo della creatività e dei desideri

Luca – il Bue nello zodiaco il Toro rappresenta la Terra, l’equinozio d’autunno, il mondo della materia quindi anche del materiale e del pratico.

Giovanni – l’Aquila nello zodiaco l’Acqua rappresenta appunto l’acqua, il mattino e l’equinozio di primavera, il mondo dei sentimenti e quindi la parte della vita emozionale.

Matteo – l’Uomo o a volte raffigurato come Angelo nello zodiaco rappresenta l’aria, è la notte, il solstizio d’inverno, il mondo del pensiero e della conoscenza quindi la vita intellettuale.

Da questa suddivisione sembrerebbero prendere a loro volta la suddivisione dei quattro semi degli arcani minori: Leone-Bastoni, Aquila-Spade, Uomo o Angelo-Coppe, Bue-Denari. Ovviamente se l’arcano si dovesse presentare durante un consulto rovesciato tutta la sua positività non sarà così semplice, cioè sicuramente ci sarà alla fine un successo ma prima di arrivare a questo risultato bisognerà superare una serie di ostacoli, questo perché la ventunesima carta dei Tarocchi ha sempre e comunque una valenza positiva.

Stregoneria, streghe e stregheria: le origini, la storia, le tipologie

Stregoneria, streghe e stregheria: le origini, la storia, le tipologie

Il termine stregoneria deriva dal latino “strix” che tradotto significa barbagianni, un uccello notturno che i latini credevano che succhiasse il sangue dei bambini in culla; quindi, considerato un vampiro e di questo animale sono state create fin dai tempi antichi creature fantastiche con poteri sovrannaturali. Sia nell’antico Egitto nel codice di Hammurabi sia in Omero nell’Odissea e in Apuleio troviamo citate delle streghe che trasformano gli uomini in animali. Le streghe in genere sono descritte vestite di nero a cavallo di una scopa che cucinano nei calderoni infusi magici. Un libro per combattere le stregonerie è il Malleus Maleficarum (in latino il martello delle streghe) che è un trattato sulla stregoneria del 1486 di E.Sustitor e H.Kramer e J.Sprenger ,che ebbe l’approvazione ufficiale della facoltà di Teologica dell’Università di Colonia e assolse allungo funzioni di testo giuridico nei processi contro presunte streghe nei quali impresse un carattere di spietata repressione. Secondo questo testo gli elementi necessari alla stregoneria erano le intenzioni malvage, l’aiuto del demonio e il permesso di Dio.

Le streghe e l’Inquisizione

L’Inquisizione era nata al concilio di Verona nel 1184 da Papa Lucio III e dall’imperatore Federico Barbarossa per reprimere il movimento Cataro e di controllare i movimenti spirituali, per poi combattere la Riforma Protestante e nel 1542 Papa Paolo III emanò la bolla “Licet ab Inizio” con la quale costituiva l’inquisizione romana. Una macchia indelebile resta la bolla di Papa Innocenzo IV “Ad Estirpanda” emanata nel 1252 con la quale il Papa permise che l’Inquisizione facesse uso della tortura. Nel 1233 anche il Papa Gregorio IX dopo che Federico Barbarossa aveva emanato contro gli eretici delle leggi molto severe anche contro la stregoneria, permise che i vescovi di Colonia adottassero torture per ottenere confessioni. Pertanto, la caccia alle streghe iniziata nel XIV secolo durò fino al XVII e molte persone innocenti furono mandate al rogo. I benandanti erano uomini nati con la camicia ossia con la placenta, considerato grandi camminatori e da lì presero questo nome, avevano anche il potere di estinguere il malocchio e i malefici sui terreni agricoli, di vedere i morti e lottavano con le streghe ma solo nei sogni. Tuttavia, costoro fra il 1570 ed il 1670 furono dichiarati eretici dalla Santa Inquisizione perché reputati anche loro stregoni. Esiste anche la stregheria che si ritiene sia una ramificazione del culto Etrusco verso gli dèi e si basa sulla natura. In Italia la strega assume nomi e caratteristiche differenti da luogo a luogo e si manifesta sotto varie forme. Nella famiglia delle streghe esistono anche gli animulari e sono persone che hanno venduto la loro anima al diavolo, volano di notte e passano attraverso le porte e le finestre. Nella Bibbia sono ritenute creature che praticano i sortilegi: i negromanti, divinatori e maghi. La Chiesa condanna le streghe e le posiziona dopo la morte nell’inferno.

 

 

Energia cosmica e cartomanzia

Energia cosmica e cartomanzia

Se parliamo di energia cosmica a livello scientifico e tecnico è l’energia che la Terra riceve dal cosmo come, ad esempio, attraverso il Sole riceviamo i raggi violetti quindi energia solare, tutto ciò che ci circonda contiene ed è fatto di energia, è una sorta di fluido naturale che ci circonda. A volte questo fluido lo troviamo ovviamente anche dentro noi stessi, anche noi siamo fatti di energia. Questo lo possiamo notare ad esempio in alcune persone che hanno la capacità attraverso l’imposizione delle mani di curare alcune malattie, questo tipo di procedura prende il nome di pranoterapia, ma questo ha un indirizzo strettamente scientifico. Se parliamo invece della Cartomanzia, anche appunto i cartomanti fanno uso della loro energia per concentrarsi e per riuscire a connettersi con i richiedenti e con le carte che cercano di risolvere le richieste che vengono poste. L’energia che viene utilizzata durante la lettura delle carte possiamo definirla “energia Tachionica”. La sua scoperta ebbe inizio nel 1960 dove un gruppo di scienziati si accorsero dell’esistenza di alcune particelle con una massa immaginaria che avevano una velocità superiore a quella della luce da qui il suo nome, che ovviamente risale dal greco Tachys (veloce). Proprio perché questa velocità è usata dal cartomante, per prima cosa, libera attraverso la sua energia il richiedente da tutti gli influssi che potrebbero confondere la lettura dei Tarocchi per poi utilizzare nuovamente l’energia per entrare in connessione con il richiedente ed i Tarocchi stessi.

Energia cosmica

L’energia cosmica è stata accettata da molte religioni e non solo anche dalla scienza come, ad esempio, la pranoterapia cioè l’imposizione delle mani per curare, oppure la forza della mente. Oramai è stato considerato che chi ha questi doni e riesce a sfruttare queste capacità deve metterle al servizio degli altri. I cartomanti attraverso la loro empatia e attraverso questa energia riescono a trattare le richieste che gli vengono poste appunto dai richiedenti, riuscendo a vedere cosa ci potrebbe riservare il nostro futuro da qui a circa sei mesi, fermo restando che resta implicito sempre il nostro libero arbitrio che sarà risolutore nella nostra vita. Possiamo quindi concludere dicendo appunto che tutto è fatto di energia, sia positiva che negativa, il mondo ed il cosmo è fatto di energia, bisogna solamente saperla sfruttare o comunque essere dotati per poterla mettere al servizio degli altri, ma bisogna sempre fare attenzione e rivolgerci a persone serie e capaci.

 

Il Reiki

Il Reiki

Il Reiki è una disciplina o comunque tecnica giapponese, il suo fondatore fu il Maestro giapponese Mikao Usui che nel 1922 praticava questa tecnica con la convinzione e l’auspicio che avesse una forma di autoguarigione o comunque di crescita personale. Principalmente l’idea è quella di risvegliare all’interno di noi stessi le energie assopite al fine di portare benessere al corpo e alla mente. Questa pratica ha parecchi benefici a livello psico-fisico, favorisce una distensione a livello muscolare scaricando di conseguenza le tossine, alleviando a volte il dolore acuto e cronico, regola il ciclo sonno-veglia e ricarica il sistema immunitario. Il Reiki, quindi, risveglia in noi le nostre energie assopite attraverso un maestro che ci trasmette la sua energia con l’uso delle mani al fine di risvegliare le nostre fonti di energia, praticando contemporaneamente uno scambio comune, arrivando anche al raggiungimento di una maggiore fiducia in noi stessi.

Il Reiki per il benessere psico-fisico

Infatti, rispetto ad altre discipline dove solitamente si resta inattivi e rilassati, con il Reiki siamo parte attiva e partecipante, l’energia si distribuisce nel nostro corpo attraverso punti nodali del nostro organismo chiamati chakra, dove ognuno ha una sua funzione. Infatti, se questi punti nodali si dovessero bloccare, il nostro andamento psico-fisico potrebbe rallentare, attraverso la pratica del Reiki tutto verrà ripristinato. Questa pratica avviene attraverso l’imposizione delle mani del maestro, il suo intento è quello ovviamente di allontanare qualsiasi tipo di tensione, stress, cercando di aumentare le nostre potenzialità mentali e quindi migliorare il nostro flusso emozionale, creando quindi una sensazione di benessere.

Mens sana in corpore sano

Come dice un motto latino “mens sana in corpore sano”, se abbiamo una mente sgombra, libera da ogni oppressione negativa la nostra vita e quindi il nostro corpo andrà meglio. A questo punto possiamo dire che il Reiki guarisce le parti malate del campo energetico, libera dai pensieri negativi, consentendo alla forza vitale, quindi all’energia positiva di scorrere attraverso il nostro corpo liberandoci dalle tossine rigenerandoci, riattivando la circolazione, riducendo edemi e gonfiori e via discorrendo. È una forma di medicina alternativa anche se non riconosciuta dalla medicina occidentale, che lavora sull’inconscio e meditazione sprigionando energia fino ad arrivare ai nodi del chakra, sbloccandoli a livello emotivo e migliorando quindi la nostra forma mentale e di conseguenza fisica, riduce lo stress, rilassa e ripristina la salute psico-fisica migliorando come suddetto il nostro fisico. A questo punto possiamo dire che il Reiki non ha nulla a che vedere con la religione o con pensieri filosofici, ma è solo una disciplina, attraverso l’uso di una tecnica al fine di rinnovare l’energia che è insita in ognuno di noi, con lo scopo di ritrovare benessere mentale e conseguentemente fisico, tutto sta ad imparare a canalizzare l’energia dentro di noi, per trasformarla in una fonte di benessere.

Licnomanzia o Litomanzia

Licnomanzia o Litomanzia

Dalla notte dei tempi che al fuoco viene attribuito un significato divinatorio, il fuoco è come il sole, rende visibile ciò che rimarrebbe al buio quindi rappresenta la conoscenza. Osservare quindi una fiamma in movimento ha sempre quel suo non so che, creando un fascino quasi ipnotico, il fuoco è uno dei quattro elementi e viene utilizzato sia in ambito spirituale che religioso. A questo punto possiamo parlare della Licnomanzia o Litomanzia che è una delle pratiche più affascinati ed ipnotiche del campo della divinazione. Il termine Licnomanzia o Litomanzia deriva dal Latino “Lychnus” che tradotto vuol dire lampada, termine usato da Cicerone.

Candele: legame tra mondo reale e divinatorio

In questo caso ne parliamo ai fini divinatori, in particolare con l’uso delle candele che accese hanno sempre creato di per sé un legame tra il divinatorio ed il mondo reale, la candela che è portatrice della fiamma e quindi di luce, splende sia su un piano fisico quindi reale che sul piano divinatorio. La fiamma rappresenta per l’uomo la conoscenza, l‘illuminazione intellettuale è la realizzazione spirituale, e l’uso della candela rappresenta un collegamento appunto tra il divino ed il mondo astrale. Se torniamo indietro nel tempo risaliamo ai fuochi sacri che venivano accesi nei templi pagani, oppure durante la notte di San Giovanni venivano accesi dei fuochi dove come da usanze e riti antichi venivano bruciate erbe aromatiche che avevano come scopo la funzione di riti propiziatori o se ad esempio veniva bruciata la verbena il rito era considerato contro la malasorte. Oggi ad esempio l’accensione di una candela rappresenta all’interno di una Chiesa un rito come un atto di devozione o comunque un mezzo per raccoglierci in modo più profondo alfine di avvicinarci al Divino. Come già detto la fiamma rappresenta la luce o tutta la simbologia a seguire come gli astri ed il sole. Accendere una fiamma a questo punto possiamo dire che ha tanti significati sia nella sfera della devozione e religione che dal lato magico, ma ora vediamo come viene visto dal lato magico.

Analizzare la Fiamma

Prima di tutto affinché il responso delle nostre richieste sia reale e sincero bisogna svuotare la nostra mente da tutti i pensieri, dalle paure ed a questo punto deve essere posta la domanda in modo chiaro e diretto. Una volta accesa la candela viene analizzato sia il colore assunto dalla fiamma, le oscillazioni della fiamma stessa e anche la sua intensità di luce. Tutto ha un significato, ad esempio vediamo di seguito le varie sfaccettature. Se la candela ad esempio non si brucia, vuol dire che il richiedente in questo caso ha una carica negativa troppo rilevante, quindi a questo punto possiamo dire che sia vittima di malocchio o fatture fatte con la magia nera, la soluzione è sicuramente fare un rito di purificazione dell’anima o comunque togliere il malocchio. Anche avere la fiamma bassa ha quasi lo stesso significato o comunque sono presenti delle negatività intorno all’ambiente del richiedente, nel dettaglio amoroso sicuramente ci sono dei problemi da superare e se si è invece già in una situazione di coppia allora bisogna fare attenzione ad una terza persona che si sta intromettendo nel rapporto di coppia. Se la fiamma invece appare alta è considerato un segno positivo, quindi qualsiasi domanda sia posta dal richiedente la sua risposta volgerà positivamente. A volte la candela produce fumo scuro e anche questo è un messaggio negativo, solitamente siamo in presenza di influssi magici negativi esterni, stessa cosa se la candela dovesse prendere fuoco, sarebbe un auspicio per aventi negativi, ostacoli e difficoltà a raggiungere quello che veramente vogliamo. Oppure se la candela dovesse bruciare solo da un lato vuol dire che la nostra richiesta verrà esaudita solo in parte quindi non completamente. A volte potrebbe presentarsi una candela con più fiamme, ovviamente la prima rappresenta il consultante e l’altra se è una candela indirizzata alla protezione allora sono presenti uno o più nemici, se invece è una candela d’amore vuol dire che rappresenta uno o più avversari d’amore. Se la fiamma della candela dovesse invece tremolare allora vuol dire che c’è una presenza di spiriti. Se invece la fiamma dovesse spegnersi durante il consulto vuol dire che quello che state facendo non è sufficiente, ad esempio se è una candela di protezione significa che le difese spirituali non bastano, se invece rappresenta una candela d’amore allora vuol dire che abbiamo bisogno di una forte pulizia spirituale per raggiungere lo scopo. Ogni piccolo movimento della fiamma assume un significato come anche il modo del consumarsi della cera della candela.

 

Come purificare i Tarocchi

Come purificare i Tarocchi

Le carte dei Tarocchi, proprio perché sono intrisi dell’energia che si sprigiona attraverso il cartomante al momento del consulto, ma non solo la sua energia ma anche quella del richiedente, una volta finito il loro uso devono essere purificati. Questo perché potrebbero trattenere in sé sia energia positiva, ma anche quella negativa, perché durante un consulto delle carte si sprigiona un alternarsi di energie. Ovviamente per ripristinare il mazzo di carte dopo il suo uso deve essere purificato, con lo scopo di renderlo neutrale e pronto ad assorbire nuove energie alfine di affrontare un nuovo consulto. Le  energie vanno sempre riequilibrate altrimenti potrebbero confondere o comunque non dare risposte attinenti alle richieste, oppure non si riesce ad avere risposte chiare ed esaustive. Quindi sappiamo a questo punto che le carte finito un consulto devono essere sempre purificate in modo si azzerare tutte le forze che hanno assorbito durante un consulto, che siano positive o negative, tutto deve tornare ad un equilibrio perfetto.

Modalità di purificazione dei Tarocchi

Le modalità di purificazione sono tante e molto precise, sicuramente la prima è quella di mettere in ordine le carte sia in numerazione che seme, o nel caso dei Tarocchi, dal Bagatto che è la prima carta, al Matto che è giustamente l’ultima. Una volta messe in ordine devono essere riposte in un sacchetto di velluto, che avvolgendo il mazzo inizia a far scaricare le energie iniziando quindi a ripristinare un equilibrio. Tutto questo meccanismo in genere dovrebbe essere fatto ogni qual volta che viene utilizzato il mazzo di carte, altrimenti questo rito deve essere fatto ogni sera dal cartomante a conclusione dei suoi consulti e prima di andare a dormire. Un altro metodo è quello di inserire un cristallo dove in questo caso specifico il più importante è il Cristallo di Rocca, il quale di suo viene usato per assorbire le energie; quindi, una volta inserito nel sacchetto per almeno un tempo di sei ore riuscirà a catturare e quindi ad assorbire tutte le energie sia positive che negative che sono rimaste nelle nostre carte. Altro metodo è l’uso dell’incenso, infatti, anche qui attraverso l’uso di resine aromatiche come, ad esempio, la Mirra che è appunto una gommaresina naturale, passando una carta alla volta avanti e dietro sul fumo sprigionato, libererà la stessa da tutte le energie che ancora sono imprigionate al suo interno, purificando di fatto le carte, dopo di che il mazzo di carte verrà riposto per almeno una notte intera. Ancora poi altro metodo è esporre il mazzo di carte al chiarore della Luna piena, legando il mazzo stesso con un nastro bianco e ponendo le carte in una posizione dove gli eventi naturali non possano cagionare il risultato per una intera notte. In ultimo un altro metodo usato è quello di mettere le carte in una bacinella e ricoprirle di sale grosso. Il sale come si sa allontana e assorbe le energie negative, questo per una notte intera. Una volta fatto questo passaggio si devono togliere le carte che oramai saranno purificate ed il sale nella bacinella deve essere totalmente sciolto in acqua calda per poi essere buttato via, ma ovviamente dobbiamo fare attenzione che non resti un grano di sale intero pena la mancata purificazione dei Tarocchi. Oltre a questo, dobbiamo sempre avere rispetto per le carte conservarle accuratamente e cercare di non darle mai in mani altrui, solo il cartomante dovrà averne cura e quindi toccarle.

Puoi scoprire le tue potenzialità con i Tarocchi

Puoi scoprire le tue potenzialità con i Tarocchi

L’uomo in genere pensa di conoscersi profondamente meglio di nessun altro anche se Socrate ammoniva gli uomini dicendo “Conosci te stesso” come cosa più importante. Quindi è molto essenziale scoprire le proprie possibilità e potenzialità per migliorare la propria vita. I tarocchi possono aiutarci a fare scelte di vita consone alle proprie attitudini, aiutandoci a non fare scelte sbagliate e a comprendere il proprio inconscio. Spesse volte nel lavoro scelto capita di non essere apprezzati e di avere intrapreso una vita non consona alle nostre aspirazioni.

Ritrovare la fiducia in sé stessi grazie alle carte

È necessario quindi consultare le carte e con loro il loro aiuto scoprire le nostre potenzialità e così grazie al loro contributo tutto sarà molto più chiaro ed utile al nostro percorso di vita. Le carte ci insegneranno a vedere le nostre vere capacità senza avere dubbi, sostenendoci anche ad affrontare i nostri rapporti sentimentali aiutandoci appunto ad affrontarli al massimo delle nostre capacità. Nel rapporto con gli altri è importante sapere fin dove possiamo spingerci senza paura di mostrarci deboli; quindi le carte potranno riuscire a guardare e penetrare il nostro ego più profondo. Un consulto pertanto può restituire la fiducia in sé stessi e nella storia d’amore che si sta vivendo indirizzandoci a compiere il giusto passo da intraprendere. In conclusione chi ha scoperto le proprie potenzialità può riprendere il cammino che ci offre la vita all’insegna dell’ottimismo e della fiducia ritrovata in sé stessi e negli altri tanto nella vita affettiva che quella lavorativa. I tarocchi hanno sempre aiutato e continuano ad aiutare chi cerca sé stesso come sempre diceva Socrate infondendo fiducia e coraggio e la forza di non fermarsi all’ ostacolo. È sempre necessario consultare un mago per avere una attenta situazione della propria vita, per potersi regolare di conseguenza. Ovviamente bisogna sempre rivolgersi a cartomanti seri, preparati quindi dei veri professionisti alfine di riuscire a capire cosa realmente ci opprime, per vivere una vita serena riuscendo ad affrontare tutto ciò che ci aspetta con il pieno delle nostre potenzialità e capacità.